Dall’ordine alla consegna, un passo alla volta. Senza stravolgere il modo in cui lavorate.

1. Si parte dal flusso, non dagli strumenti

Prima di cambiare qualcosa, guardo come lavorate davvero: come arriva un ordine, chi lo conferma, come si pianifica, dove si produce, come si controlla, come si spedisce e si fattura. Reparto per reparto, con le persone che fanno il lavoro.

2. Si cercano le perdite che pesano

Non tutto quello che non va è importante. Cerco i punti dove si perdono più ore e più margine:

  • pezzi da rifare;
  • materiale e commesse che aspettano;
  • la stessa informazione scritta due o tre volte;
  • domande che finiscono tutte sul titolare.

3. Si cambia poco, nell’ordine giusto

Poche proposte concrete, nell’ordine in cui farle. Prima le cose che costano poco e rendono subito, poi il resto. Il modo in cui lavorate resta riconoscibile: cambiano i passaggi che fanno perdere tempo.

4. Strumenti semplici, solo dove servono

Spesso basta cambiare l’ordine delle cose. Quando serve uno strumento, si sceglie il più semplice, e spesso è uno che avete già. Non vendo né implemento software e non faccio assistenza informatica.

5. Pochi numeri, ogni settimana

Alla fine al titolare restano pochi numeri chiari da guardare ogni settimana, per capire se il reparto va meglio o peggio senza dover chiedere a tutti.

Chi decide

Io guardo, misuro e propongo. Decide e realizza sempre l’azienda.

Da dove partire

Da un quarto d’ora al telefono o in videochiamata: mi raccontate come arriva un ordine e dove si inceppa, e capiamo insieme se posso esservi utile.